Ingrid Carbone è stata intervista su Meiweb in occasione della partecipazione al Festival della Scienza a Cagliari.
Leggi l’intervista completa qui>>
Ecco un estratto.
Ci sono artisti che fanno musica e studiosi che fanno ricerca. Ingrid Carbone riesce a fare entrambe le cose, unendo rigore scientifico e sensibilità artistica. Pianista dalla carriera internazionale e docente universitaria di Analisi Matematica, ha creato un linguaggio tutto suo: quello delle “conversazioni-concerto”, incontri in cui la musica diventa racconto, scoperta ed emozione condivisa. Reduce da un soggiorno ad Amman, in Giordania, dove ha tenuto tre giorni di masterclass e un concerto speciale, Ingrid Carbone è ora protagonista di una nuova serie di appuntamenti in tutta Italia. Tra i prossimi, quello di oggi – lunedì 10 novembre – a Cagliari, con “Intrecci di Musica e Matematica | Conversazione-concerto” nell’ambito della XVIII edizione del FestivalScienza, e quello del 4 dicembre a Siena, nell’ex Cappella del Polo universitario San Niccolò, in occasione dell’85° compleanno del professor Rainer Nagel.
La tua carriera unisce musica, matematica e divulgazione. Come riesci a integrare gli elementi musicali con quelli matematici e divulgativi nell’esperienza artistica?
La mia idea è avvicinare il pubblico alla musica e alla cultura, e mettere tutti nelle condizioni di comprendere la musica e restarne affascinati.
Il mio desiderio è trasmettere conoscenza e condividere la mia esperienza.
Il lavoro di studio e di ricerca dietro ogni brano che studio segue un percorso scientifico rigoroso, che si avvale delle mie capacità logico-deduttive e di analisi, sviluppatesi al massimo grado per via della mia attività accademica di ricerca e di insegnamento della matematica. Come per la dimostrazione di un teorema, lo spartito rappresenta per me un percorso in cui tutto è essenziale, nulla è superfluo, ogni singolo elemento e ogni indicazione deve avere un significato ben preciso. È una storia da raccontare, e non può avere zone d’ombra.Questo studio rigoroso mi consente una profonda conoscenza della composizione, e mi permette di ricercare l’interpretazione in quadrandola nel contesto che ritengo più corretto.
Fin qui ho raccontato il mio lavoro “dietro le quinte”. Ma è attraverso gli incontri che chiamo “conversazioni-concerto” che porto avanti il mio progetto di divulgazione della musica e della cultura.
Quello che propongo è un evento unico, uno spettacolo in cui l’inquadramento storico-letterario-pittorico mi aiuta ad accompagnare e guidare il pubblico verso un ascolto consapevole: tutto ciò è possibile, e con qualsiasi pubblico, perché mi avvalgo di esempi al pianoforte attraverso i quali il pubblico comprende i punti essenziali e li ritrova quando, al termine della mia descrizione, ascolta ogni brano nella mia interpretazione. Fornisco suggestioni, idee, colori e immagini che sono frutto del mio personale percorso di studio, e il pubblico si sente coinvolto, partecipe, immerso in una dimensione che non conosce e che, sicuramente, non aveva mai immaginato.

