“In aula mi ami o mi odi, col pianoforte porto la musica italiana nel mondo”: Ingrid Carbone intervistata sul Quotidiano Nazionale del 27 ottobre 2025
Ottobre 28, 2025

Docente universitaria e pianista nota a livello internazionale che coniuga inaspettatamente matematica e musica: Ingrid Carbone è stata intervistata su Quotidiano Nazionale per parlare del rapporto con l’insegnamento e con la musica.

Puoi leggere l’intervista completa qui>>

Di seguito un estratto.

Pianista, concertista, divulgatrice della cultura italiana nel mondo e docente di Analisi Matematica all’Università della Calabria. Sembra un paradosso, eppure tutto questo alberga in una sola persona. Ingrid Carbone può a buon diritto essere considerata una delle eccellenze italiane a livello internazionale.

Ingrid, in te è nata prima la passione per il pianoforte o l’interesse per la matematica?

“Senza dubbio la passione per il pianoforte, che è nata quando avevo 8 anni. Anche se l’interesse per la matematica c’è comunque sempre stato. I miei genitori non sono musicisti, ma mi avevano comprato un pianoforte verticale perché la scuola media della mia città era annessa al conservatorio e quindi per essere ammessi era necessario superare un esame di pianoforte. Una volta entrata in quella scuola, ho iniziato a frequentare le lezioni e quel mondo mi è piaciuto subito, le lezioni non mi bastavano mai. Sono entrata poi nella classe migliore e più difficile dal punto di vista pianistico. All’inizio volevo lasciare perché l’insegnante pretendeva moltissimo da me, ma i miei genitori mi hanno fatto capire che non bisogna arrendersi alle difficoltà e alla fine mi sono data da fare. Nel giro di due anni sono diventata l’alunna migliore del conservatorio.  A me le sfide non spaventano, però contemporaneamente so chi si sono. La musica non è per tutti. Sono contentissima della formazione che ho avuto. Con i primi risultati ho capito che stavo andando nella strada giusta. Sono stata molto fortunata, quel Conservatorio mi ha dato tutto. Fondamentale, anche per il mio percorso nella Matematica, è stato il metodo di studio che ho acquisito prima alle scuole elementari e poi lì”.

Musica e Matematica non sono però due mondi destinati a non incontrarsi?

“Fino a qualche tempo fa vedevo matematica e musica in competizione. Poi mi sono resa conto che il modo di approcciarmi alla musica è quello che uso per avere a che fare con la matematica. Adesso faccio divulgazione sulla musica, quindi i due mondi sono in qualche modo collegati”.

Musica classica e Matematica sono spesso ammantate da un’aura di esclusività. E’ vero?

“Che musica classica e Matematica siano per pochi è un luogo comune che hanno contribuito i professori e gli artisti a diffondere. Il pubblico si deve sentire partecipe di quello che sta avvenendo. Il pubblico deve entrare nei panni dell’interprete e cercare di capire cosa farà durante lo show, perché può capirlo. In Italia ci sono molte istituzioni musicali che hanno una scelta molto tradizionale, che non esce da certi schemi. Troppo frettolosamente si dice che il pubblico non è pronto. In realtà viene soltanto sempre proposto lo stesso format e così non si mette il pubblico di fronte a proposte nuove L’Italia non sembra pronta ancora a recepire un cambiamento, ma è un cambiamento che io propongo proprio per avvicinare il pubblico. Anche la musica classica soffre come la cultura di tagli, in Italia la cultura è un problema”.

 

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