Ingrid Carbone ha costruito una carriera che intreccia musica, ricerca scientifica e divulgazione culturale. Con il concetto di conferenza-concerto, mira a ristabilire il valore culturale della musica classica, favorendo un coinvolgimento profondo e una preparazione all’ascolto che trasformino la percezione del pubblico. In questo modo, contrasta il rischio di un godimento superficiale e restituisce all’opera musicale la dimensione autentica e profonda.
Queste sono le parole di Yolande Dominuco, che ha intervistato la signora Carbone per MusicaEst. Puoi leggere l’articolo completo qui>>
Ecco un estratto.
La Conversation–Concert funge da preparazione all’ascolto, permettendo al pubblico di ascoltare con una consapevolezza diversa. L’obiettivo è coinvolgere il pubblico e accompagnarlo nell’esperienza musicale, fornendo in anticipo i dati essenziali (come un “trailer di un film”) affinché l’ascolto successivo non sia uno sforzo inconcludente. Il formato proposto è definito un percorso culturale multidimensionale. L’approccio alla musica non è solo tecnico, ma collega la musica a tantissime altre materie, come la matematica e le discipline umanistiche.
Questo lavoro implica un’analisi profonda e complessa dello spartito, analizzato con un approccio quasi scientifico, come se si stesse dimostrando un teorema complesso
Ingrid Carbone si impegna a ristabilire il valore culturale della musica offrendo una fedele, ma originale, interpretazione basata su uno studio estremamente lungo, lento e profondo. Questo studio include Il rispetto della volontà e delle indicazioni del compositore. La valutazione del contesto storico, compresa la conoscenza dello strumento disponibile all’epoca e delle modalità di fruizione della musica (ad esempio, le sale delle grandi ville dei nobili o le chiese).
La conoscenza approfondita del compositore, inclusa la sua vita, le sue difficoltà, i dolori, le gioie e i desideri. Per la pianista e matematica Ingrid Carbone, sono elementi che aiutano a capire un brano significa comprendere cosa volesse rappresentare il compositore in quel momento.
La ricerca di ciò che è “dietro” la partitura (storie, poemi, poesie), trattando l’esecuzione come una vera e propria rappresentazione teatrale
Il metodo ha dimostrato di funzionare perché rende la musica classica accessibile a tutti, non solo ai musicisti, evitando le questioni tecniche (armonie, cadenze) tipiche dei conservatori. L’effetto sul pubblico è un forte coinvolgimento, le persone sono incuriosite e rapite. In particolare, l’approccio è riuscito a far capire la musica classica a persone che prima la consideravano incomprensibile, trasformando l’idea che fosse una “cosa di nicchia”.
In un contesto italiano dove si lamenta la mancanza di valore attribuito alla propria cultura, il Conversation–Concert agisce portando i compositori classici sotto una luce nuova e in ambienti diversi, al fine di incuriosire il pubblico e fargli comprendere il proprio passato culturale. A livello internazionale, l’approccio consente di familiarizzare il pubblico straniero con i contesti culturali occidentali che danno origine alla musica, agendo come “ambasciatrice” della cultura.
In sintesi, la Conversation–Concert ristabilisce il valore culturale della musica classica trasformando un evento passivo in un’esperienza educativa e profondamente emotiva, dove l’analisi logica e la dimensione emozionale si fondono per manifestare l’essenza dell’artista e del compositore.

