Ingrid Carbone è stata intervistata da Radio Lombardia, durante la trasmissione Mattino Lombardia.
Ecco un estratto
Hai appena partecipato ad una serie di appuntamenti in Giordania anche e mi incuriosisce molto la tua attività, perché tu sei sia pianista che matematica e docente anche di matematica. Quindi come unisci queste tue due attività, che poi sono anche tue due passioni?
Sì, sono le mie due passioni, anche se mi sento sicuramente più una musicista che una matematica. Ma sì, le unisco, nel senso che sono un po’ le mie due facce della medaglia, un po’ corrispondono alla mia anima razionale, alla mia anima irrazionale, più estrosa, più libera. E convivono. Nel senso che se fino a un po’ di tempo fa, alcuni anni fa, le vedevo un po’ in contrapposizione, forse quello che qualcuno potrebbe anche pensare, totalmente indipendenti. E invece in realtà mi sono resa conto con il tempo che la mia attività accademica influenza molto la mia, la mia attività artistica, proprio il mio modo di vedere la musica, il mio modo di leggere lo spartito, di andare oltre, di fare ricerca e anche di fare divulgazione, che poi è quello che. Mi interessa di più adesso e quindi avvicinare il più possibile al pubblico la musica classica, perché poi ci sono un po’ due luoghi comuni e vanno anche insieme parallelamente, cioè l’idea che la matematica sia per pochi e l’idea che la musica sia per pochi. Ma non è così. Secondo me non è così e questo è, diciamo, lo scopo della mia divulgazione e della mia attività. Il Medio Oriente gioca, come dire, un ruolo importante. Io sono molto legata al Medio Oriente. Sono tornata da poco dalla Giordania, ma ero già stata lì. Nel 2023, pochi giorni prima del 7 ottobre, sono stata in Palestina due volte e anche in Israele molte volte, però ancora prima e diciamo il Medio Oriente mi è molto, molto caro e quindi ho un rapporto un po’ speciale. Ho amici lì o insomma colleghi e una serie di attività in questo caso non da matematica, ma solo, diciamo da pianista. E, diciamo, docente di pianoforte in collaborazione con sedi diplomatiche come ambasciate e consolati. E sono delle attività a cui tengo moltissimo. Perché? Perché io penso sempre che sia un arricchimento e non solo per loro, cioè per chi nel Medio Oriente ha ancora bisogno di acquisire una. Come dire, un bagaglio culturale storico che per noi in Occidente, come dire, è gratis, ci arriva gratis perché viviamo circondati da questa musica. Ma è un arricchimento anche per me. Io quando sono stata in Palestina per la prima volta su invito del consolato italiano a Gerusalemme, superando delle prime, come dire, perplessità. E ecco, sono felice, felicissima e non finirò mai di ringraziare il console fedele che mi ha mi ha fatto questa proposta, perché mi ha aperto nuovi orizzonti, mi ha mi ha proprio aiutato a non dico a superare pregiudizi, perché io non ho pregiudizi. Sono una persona abbastanza, come dire, open-minded, ma mi ha fatto capire tante cose ancora più, come dire. E di quanto avessi fatto con delle mie indagini un po’ personali, un po’ anche come la Cina, no? Tante idee e tanti preconcetti.
Ecco, tu sei ricercatrice, docente di ruolo all’Università della Calabria, insegni analisi matematica e viaggi molto appunto in Europa e come ci hai detto, anche in Medio Oriente. E i tuoi progetti futuri o nell’immediato quali sono?
Beh, nell’immediato, proprio nell’immediato, lunedì prossimo sarò a Cagliari per il Festival scienza. Il Festival scienza di Cagliari è uno dei festival di scienza più importanti in Italia e lì terrò una conversazione concerto perché chiamo così questi incontri di divulgazione. Il titolo della mia conversazione concerto è intrecci di musica e matematica, farò vedere alcuni risultati anche di neuroscienze sul cervello dei musicisti, il legame tra matematica e musica e poi metterò al pianoforte.

