Ingrid Carbone è una pianista Bechstein.

   Pluripremiata nelle due edizioni 2020 del concorso internazionale Global Music Awards, Ingrid Carbone riceve tre medaglie di bronzo: a marzo (unica pianista italiana premiata) per il suo CD su Schubert “L’Enchantement Retrouvé”, a dicembre (unica musicista di classica a ricevere due premi per due lavori) per il suo CD dedicato a Liszt “Les Harmonies de l’Esprit” e per la registrazione della Consolazione n. 2 eseguita in concerto a Konstanz, in Germania, in occasione della mostra fotografica internazionale “Women of Mathematics throughout Europe – A Gallery of Portraits”. Il suo terzo CD, Le sentiment de la nature, uscito a maggio 2021 sempre per la Da Vinci Publishing, è dedicato a Liszt e sta ricevendo unanime consenso di critica internazionale.

In occasione del concorso mondiale IBLA Grand Prize, nel 2016 la New York IBLA Foundation le conferisce la Scarlatti Special Mention e nel 2017 la Piano Special Mention  e nel 2015, nel 2016 e nel 2017 la segnala tra gli artisti che meritano l’attenzione del pubblico internazionale in quanto espressione di grande talento e professionalità, attribuendole uno standard di eccellenza assoluta”. 

   Nel 2020 il Conservatorio di Musica di Cosenza, in occasione della cerimonia di celebrazione dei suoi 50 anni, la seleziona come uno degli alunni più brillanti e più affermati che il Conservatorio abbia avuto, e le conferisce una targa “per la sua attività artistica di grande pregio”.

   Ingrid Carbone si è esibita per associazioni ed enti di prestigio, fondazioni, università, teatri e conservatori di musica in Italia e all’estero (Austria, Cina, Germania, Israele, Polonia, Slovenia, Spagna, Ungheria).

   Oltre all’attività concertistica, Ingrid Carbone è interessata alla diffusione della musica e della cultura attraverso le conversazioni – concerto ed è molto impegnata nel sociale.

  Nel 2018 Ingrid Carbone ha fondato l’Associazione Musicale “Clara Schumann” (di cui è Presidente), che per il 2020 ha organizzato il Calabria International Piano Festival.

   Ingrid Carbone ha iniziato la sua formazione musicale al Conservatorio di Musica di Cosenza, sua città natale, dove ha studiato con Maria Laura Macario e Flavio Meniconi, e ha conseguito il Diploma di pianoforte a pieni voti all’età di diciannove anni con Francesco Monopoli. Al Conservatorio ha studiato anche Composizione.

   Si è perfezionata in Italia e all’estero presso accademie prestigiose come l’Internationale Sommerakademie – Universität Mozarteum di Salisburgo e il Tel-Hai International Piano Master Classes in Israele e con con pianisti di fama internazionale, tra cui Lazar Berman, Cristiano Burato, Aquiles delle Vigne, Andrzej Pikul e con il pianista e compositore argentino Eduardo Ogando.

   Personalità eclettica, tra le sue passioni la matematica, che l’ha portata a laurearsi a soli 21 anni con il massimo dei voti e la lode all’Università della Calabria. A 27 anni ha vinto il concorso da ricercatore all’Università di Bari. Autrice di diversi articoli scientifici, ha tenuto comunicazioni e conferenze su invito in Europa e Canada. Attualmente insegna Analisi Matematica all’Università della Calabria, dove ha anche ricoperto l’incarico di Presidente della Biblioteca Scientifica per diversi anni.

Reviews (excerpt)

“La Carbone rimane molto fedele e pura alla partitura. È se stessa esattamente come il compositore che lei interpreta. Questo è un dono che hanno i grandi talenti: l’abilità di mettersi al posto dell’altro senza imporsi e comunque rimanere legati al compositore e alla sua opera. Rende il messaggio più chiaro, piacevole e comprensibile; cosa che solo i geni riescono a fare così profondamente nella loro opera. Il compositore e la pianista insieme rendono eterna la musica, che speriamo molte generazioni ancora dopo di noi possono rimanerne coinvolte, ispirate, commosse, e farci sperare e desiderare.”

Ludwig van Mechelen

Klassiek Central 2020

«[“L’enchantement retrouve” presenta] una serie di rilievi che questa eccellente pianista mette in risalto proprio nella struttura compositiva di Schubert. Molto il respiro, molto l’accentuare di questi passaggi di modulazione morbidi, ma audacissimi tipici della composizione di Schubert.

«[Nei diversi brani] la capacità descrittivo-narrativa che ha la Carbone anche nella musica assoluta, astratta, [con l’utilizzo di un suono] molto caldo e avvolgente, con delle capacita di lirismo fascinosissimo».

Anna Menichetti

ReteDueCinque 2020

“È certamente una registrazione molto bella, tra le migliori nuove registrazioni di questi lavori che ho ascoltato negli ultimi anni. […]
Ciò che è avvincente delle sue esecuzioni, nel complesso, è il modo in cui bilancia le pretese di melodia e struttura nel suo modo di suonare questi dieci pezzi brevi, ma per eccellenza maturi. […]
Il minimo che si possa – si dovrebbe – dire è che la Carbone è già una pianista molto esperta di vera intuizione e che mostra segni promettenti di diventare un’artista ancora più notevole e importante “.

Glyn Pursglove

MusicWeb International 2020

“… l’incantesimo può colpire ancora e ancora. Come dimostra Ingrid Carbone con il suo nuovo album, cui è stato dato non senza ragione il titolo “L’Enchantement retrouvé”: in questo caso l’incantesimo che poteva (doveva) essere riscoperto nei suoi occhi e che è riuscita a riscattare con il cuore e l’anima. [… Ingrid Carbone] Fornisce un’esposizione convincente di ciò che rimarrà sempre un paesaggio affascinante nelle mie orecchie.”

Aart van der Wal

Opus Klassiek 2020

“La lettura di Ingrid Carbone è ricca di pathos, il suono sgranato e le sfumature dinamiche, che ne caratterizzano l’interpretazione, rendono con efficacia l’esasperata espressività e il carattere dominante di uno dei maggiori esponenti del Romanticismo in musica.”

Luisa Sclocchis

Amadeus 2019 ****

“La fluidità del tocco si coniuga, nell’interpretazione della pianista, con una raffinata agogica che non cede alla spettacolarità (una trappola, questa, in perenne agguato nella sezione centrale, quella detta “all’ongarese”), trasformandosi in un dipinto sonoro. […] l’ultimo Improvviso in la bemolle maggiore mostra una lettura in cui predomina una liquidità tattile, con la tastiera del pianoforte che trasmuta nel famoso tema principale in un ruscello luminescente […]. Con questa “liquidità” è come se l’artista cosentina abbia voluto ricordare come Schubert intendeva il concetto di pianismo; un pianismo esente dalle leggi del concertismo, agli antipodi sia dal modo di trattare il pianoforte come faceva Liszt, così come lontano, lontanissimo, da quel virtuosismo pacato e crepuscolare emanato da Chopin, in quanto la sua priorità stava nel far “cantare” lo strumento. Una “cantabilità” che raggiunge per l’appunto il suo vertice proprio con gli Impromptus e i Moments musicaux, la cui “comunicabilità” viene resa interiormente grazie al saperli cantare con le dita, perché solo il canto, reso con un’altra voce, può esprimere la pletora di emozioni e di sensazioni che si annidano in queste brevi pagine.”

Andrea Bedetti

Music Voice 2020 4,5/ 5